Italia nella top ten di chi genera più rifiuti di plastica

Attualmente l'Italia si piazzerebbe al nono posto a livello mondiale per produzione pro capite di rifiuti di plastica, a rivelarlo sarebbe stato uno studio pubblicato sulla rivista Science Advance e condotto da un team di ricercatori capitanato dalla Professoressa Kara Law, specializzata in Oceanografia.

La ricerca è stata effettuata analizzando i dati relativi a 217 diversi Paesi e aveva lo scopo di capire quali aree del Pianeta contribuiscono maggiormente all'inquinamento derivante dalla dispersione della plastica. Parliamo infatti di una delle problematiche che maggiormente rischiano di compromettere la salute della flora e della fauna marina e che sottolineano l'importanza del riciclo.

Per quanto riguarda la classifica dei Paesi caratterizzati dalla maggiore produzione pro capite di plastica, gli USA occuperebbero la prima posizione con ben 105 kg per singolo abitante, al secondo posto il Regno Unito con 99 Kg e al terzo la Corea del Sud con 88. Seguirebbero la Germania (con 81 Kg), la Thailandia (70), la Malesia (67), l'Argentina (61), la Russia (59) e l'Italia con 56 kg che ad oggi supererebbe anche il Brasile con 52.

L'inquinamento degli oceani a causa dei rifiuti di plastica, e in particolare la grandissima diffusione delle microplastiche, è spesso dovuto a Paesi in cui sono presenti grandi corsi d'acqua che veicolano tale materiale in mare, nello specifico lo studio evidenzierebbe come i 10 fiumi maggiormente responsabili del riversamento di plastica in mare si troverebbero tutti nel continente asiatico.

La ricerca evidenzierebbe anche come i Paesi maggiormente industrializzati, dove il benessere economico è generalmente più diffuso, tenderebbero ad essere anche quelli più inquinanti. Gli Stati Uniti, ad esempio, contano circa il 4% della popolazione mondiale ma produrrebbero da soli ben il 17% dei rifiuti plastici mondiali, questo perché in tale settore avrebbero una fondamentale importanza anche le esportazioni.

Dato che per ragioni legate alla crescita economica le realtà ancora in via di sviluppo sono tendenzialmente meno ricettive nei confronti delle tematiche ambientali, è logico pensare che il ruolo di guida verso politiche più sensibili al problema dell'inquinamento da plastica debba essere assunto dalle aree industrialmente più mature. A riprova di quanto detto in precedenza vi sarebbe anche il fatto che le più grandi discariche di rifiuti plastici si troverebbero in Asia, con India e Indonesia in testa.

Relativamente all'area del Mediterraneo, secondo un altro studio, realizzato questa volta dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature), considerando i 33 stati che si affacciano su di esso la quantità di rifiuti plastici scaricata annualmente in acqua sarebbe pari a 229 mila tonnellate, con Egitto, Italia e Turchia nelle prime tre posizione rispettivamente con 74 mila, 34 mila e 24 mila tonnellate (32.3, 14.8 e 10.5%).

L'emergenza creatasi in seguito alla pandemia di Coronavirus potrebbe inoltre contribuire pesantemente ad un incremento nella produzione di rifiuti plastici, si pensi per esempio all'utilizzo sempre più diffuso di mascherine e prodotti igienizzanti che starebbe avendo un ruolo rilevante nell'aumento della dispersione di plastica nell'ambiente.

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